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Prof. Enrique Colom
Università Pontificia della Santa Croce (Roma)

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Noi genitori abbiamo un diritto-dovere essenziale, originale e primario, insostituibile ed inalienabile sull’educazione dei nostri figli.

«Il percorso educativo ha le sue radici nella vocazione primordiale degli sposi di  partecipare all’opera creativa di Dio; essi generando nell’amore e per amore una nuova persona, che porta in sé la vocazione alla crescita ed allo sviluppo, assumono per tale ragione l’obbligazione di aiutarlo efficacemente a vivere una vita pienamente umana. (...) Il diritto-dovere educativo dei genitori si qualifica come essenziale, relazionato com’è con la trasmissione della vita umana; come originale e primario, rispetto al dovere educativo degli altri, per l’unicità della relazione di amore che sussiste fra genitori e figli; come insostituibile ed inalienabile e che, di conseguenza, non può essere totalmente delegato o usurpato da altri ».

(Giovanni Polo II, Exort. Ap. Familiaris consortio, n. 36.)
 
Commento

Per la sua relazione con il bene comune della società, lo Stato possiede diritti e doveri rispetto all’educazione dei cittadini. Senza dubbi, ciò non lo autorizza ad “usurpare” o diminuire il diritto-dovere  dei genitori. E, come capita, con qualsiasi diritto umano, non è sufficiente un riconoscimento teorico di questo diritto dei genitori: ma è necessario anche adottare le misure necessarie (come, per esempio, l’aiuto economico) per la sua concreta realizzazione. Ciò è importante specialmente nel campo dell’educazione, per il suo impatto con lo sviluppo della persona. Così che una diminuzione della libertà su questo terreno pregiudica il bene personale e quello comune. Pertanto, una società autenticamente democratica non deve contrastare, ma anzi favorire la libertà educativa dei genitori.

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